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Perchè fare un corso di falegnameria ?

10 Mag 2017

IMPARARE A LAVORARE IL LEGNO: PROBLEMATICHE E RISPOSTE

IMPARARE A LAVORARE IL LEGNO: PROBLEMATICHE E RISPOSTE

di Mastropiero (falegname e tutor di Make Milano)

Tanti frequentatori di corsi di base di falegnameria e hobbisti dotati di buona conoscenza e dimestichezza in questo settore, spesso si interrogano sull’utilità di accrescere le proprie capacità proseguendo (o intraprendendo) un percorso formativo strutturato. Cimentandosi, con le capacità già acquisite, nella progettazione di un mobile in legno per arredare la propria casa, inevitabilmente si corre il rischio di trovarsi di fronte problematiche all’inizio impensabili. Tempi di lavorazione lunghissimi, procedimenti irrealizzabili con le proprie attrezzature, costi dei materiali esorbitanti e non da ultimo un risultato finale deludente o non conforme al progetto. Per eseguire semplici lavorazioni del legno possono essere sufficienti una discreta manualità, gli attrezzi basilari e la conoscenza di procedure elementari. Quando, invece, ci si accinge a realizzare un progetto complesso diventano fondamentali tanto le nozioni di geometria e di fisica semplice quanto l’attenzione ad una serie infinita di accorgimenti. Vediamone qualcuno: tanto per cominciare mentre il disegno di un mobile lo sa fare chiunque, un progetto strutturato per costruirlo lo sa fare solo chi il mobile sa appunto costruirlo. La conoscenza dei materiali, dei sistemi di giunzione, delle tecniche di finitura e non da ultimo della valenza estetica di un oggetto fatto e finito nonché della sua rispondenza al fine per cui è pensato, sono fondamentali per la riuscita del progetto stesso. Quindi se da una parte occorre una formazione di base di geometria e disegno tecnico, dall’altra occorre la formazione pratica che solo l’esperienza o in alternativa un corso ben strutturato e alcune essenziali nozioni teoriche possono fornire. Prendiamo l’esempio di un tavolo: nel progettarlo, dovremo considerare quale sarà la sua funzione per scegliere il legno adatto. Dovremmo inoltre considerare che un tavolo destinato ad un ufficio, una sala riunioni o uno studio, avrà la stessa altezza di un tavolo da pranzo; questo poiché a determinare questa misura è l’altezza delle sedie e null’altro. Questo è l’approccio con cui il falegname deve cominciare un progetto, ovvero considerando tutti i fattori che riguardano l’oggetto della lavorazione. Poi c’è la scelta del materiale, ovvero del legno o semilavorato di legno più indicato alla bisogna. Dal laminato plastico, comunemente noto col nome di “formica“, alla tavola di legno massiccio, passando per pannelli in multistrato o in truciolato ricoperto, la decisione sarà conseguente alla destinazione d’uso. Da qui il passo successivo per approntare il progetto sarà quello di considerare il posizionamento dei pezzi che compongono il tavolo, il modo in cui unirli e la compatibilità dei materiali con i sistemi di fissaggio. Altra parte importante del progetto, è la considerazione dei processi di finitura del manufatto. I singoli pezzi del tavolo devono essere “carteggiati” ossia levigati, e verniciati in modo uniforme e omogeneo. Pertanto decidere in questa fase di incollare tutti componenti o di assemblarli meccanicamente, ovvero con l’ausilio di viti e staffe, è determinante per la buona lavorazione delle fasi successive al taglio. Potrebbe sembrare una banalità ma in fase di progetto, considerare l’equilibrio e la stabilità del manufatto è importantissimo. Un tavolo può reggersi su una come su quattro gambe, dipende sempre e solo dai rapporti di equilibrio e stabilità dei pezzi che lo compongono. Nella progettazione va tenuto conto delle misure non solo affinché un mobile stia in piedi, ma anche per poterlo realizzare e addirittura per poterlo portare a casa! Difatti si può disegnare un tavolo grande quanto si vuole, ma i semilavorati hanno delle misure ben determinate e il tavolame massello è proporzionato alle dimensioni delle piante da cui deriva, perciò o dovremo progettare delle giunzioni o terremo conto di queste misure come un limite delle dimensioni finali del nostro tavolo. Fermo restando che a meno che si voglia effettuare un trasporto eccezionale e utilizzare una gru, un tavolo dovrebbe essere anche trasportabile e anche queste sono considerazioni di cui tenere indubbiamente conto nelle misure del progetto. Ovviamente questo discorso vale per un tavolo quanto per qualsiasi altro mobile, ma pure per altri manufatti in legno. Bisogna pensarci bene prima di costruire un “leudo” in un laboratorio. Provate infatti a fare uscire dalla bottega un’imbarcazione di diciassette metri per quattro attraverso una porta di tre metri per tre…

In conclusione, da artigiano falegname consiglio sempre agli appassionati della falegnameria di non fermarsi mai al primo step di conoscenza, ma di approfondire ed andare oltre, ricorrendo all’esperienza di chi, come me, di una passione ne ha fatto una professione. Da MAKE MILANO, il primo spazio di coworking artigiano in città, potremo approfondire queste tematiche e sviscerare tutte le curiosità e le principali regole affinché … il famoso tavolo sia perfetto e resti in piedi a lungo!

Vi aspetto.

Mastropiero (www.mastropiero.eu)

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